MISURA BANDIERE (cm)
20×30 cm
40×60 cm
70×100 cm
100×150 cm
150×150 cm
150×225 cm
200×300cm
250×375 cm
300×450cm
400×600 cm
Misura su richiesta

TESUTO
Polietere Nautico 110g

Bandiere Sardegna

Bandiere regioni Sardegna in poliestere nautico 110 gr. resistente agli agenti atmosferici, elevata durabilità.

Prezzi unitari da €0,55 C/U

Finitures

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Bandiere regioni Sardegna in poliestere nautico 110 gr. resistente agli agenti atmosferici, elevata durabilità.

La bandiera della Sardegna (in lingua sarda bandera de sa Sardigna) è il principale simbolo della Sardegna, ufficialmente adottata dalla Regione autonoma per la prima volta nel 1950.

È conosciuta anche come la Bandiera dei quattro mori (sos battor moros o is cuatru morus in lingua sarda, Li quattru mori in sassarese, Li cattru mori in gallurese, Los quatre moros in algherese, I quattru mói in tabarchino) per via della loro raffigurazione nei quarti separati dalla croce rossa di San Giorgio.

«Campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all’inferitura.»
(Legge Regionale 15 aprile 1999, n. 10; Art. 1)

Storicamente invece la fronte è rivolta verso l’inferitura. Di origine medievale, è composta dalla Croce di San Giorgio e da quattro teste di moro bendate, rappresentanti i quattro Re Saraceni sconfitti dagli aragonesi durante la Battaglia di Alcoraz avvenuta in Spagna. È storicamente legata alla bandiera dell’Aragona e alla Bandiera Testa Mora, della vicina isola della Corsica.

Colori
Con la deliberazione della Giunta Regionale n.19 del 28 aprile 2015 sono state stabilite le linee guida per l’utilizzo corretto dello stemma e dei simboli nelle comunicazioni ufficiali. Tra le varie indicazioni, de facto, sono stati normati anche i colori ufficiali della bandiera

Origine
San Giorgio e Pietro I di Aragona
Bandiera dei quattro mori o Croce di Alcoraz – Gaspar de Torres – Armorial de Aragón 1536

Nei secoli molti studiosi si sono mossi in un complesso pieno di leggenda e realtà storica, tra Spagna e Sardegna, ma la sua origine rimane dibattuta. Il primo studioso che affrontò scientificamente la genesi del vessillo sardo fu, nel 1624, il biblista, teologo e storico gesuita Jaime Pinto: egli attribuì il vessillo a Benedetto VIII nel 1020, il quale volle inviare all’Isola uno stendardo con la Croce come invito della Sede Apostolica a scacciare i Mori; i Sardi avrebbero poi aggiunto le effigi a ricordo della loro umiliazione e sconfitta.

La tradizione sardo-iberica considera il simbolo una creazione di Re Pietro I di Aragona, quale celebrazione della vittoria di Alcoraz (1096). La vittoria sarebbe stata ottenuta grazie all’aiuto di San Giorgio (il cui stendardo era una croce rossa su sfondo bianco), il quale sarebbe intervenuto lasciando poi sul campo le quattro teste recise dei re saraceni (quattro mori).

La tradizione sardo-pisana lega lo stemma al leggendario gonfalone dato dal papa Benedetto VIII ai Pisani in aiuto dei sardi contro i saraceni di Musetto, i quali cercavano di conquistare la Sardegna e alcune postazioni situate nella penisola italiana, variando la genesi riportata del gesuita Pinto, che la vuole consegnata ai soli sardi.

Scopri di più sulla bandiera (wikipedia.org)